Azienda Agricola dell'Arneo




La nostra azienda

L'azienda opera nel settore della produzione, trasformazione e imbottigliamento di vini tipici del Salento, ma alla filiera vitivinicola, aggiunge la promozione e la salvaguardia del territorio e delle tradizioni locali, divenendo cantina ospitale, grazie al recupero di Masseria Signora Porzia, e agriturismo, iscritto al registro regionale degli operatori agrituristici al n. 1288.

La nostra storia nella storia

La storia dell'azienda Agricola dell'Arneo è fortemente legata alla perseveranza dei suoi soci, quasi tutti impegnati in altre attività nel quotidiano, di recuperare la tradizione di famiglia di coltivare la terra, e preservare dall'oblio e abbandono i vigneti che i loro nonni avevano dolorosamente conquistato. L'azienda prende il nome dal territorio in cui si trovano i vitigni, l'Arneo, teatro, negli anni cinquanta, delle lotte contadine per l'assegnazione delle terre incolte. Dalle riforme che ne seguirono nacque la piccola proprietà, i contadini acquisirono piccoli appezzamenti da coltivare e mettere in produzione, terre che i latifondisti spesso lasciavano inaridire o che comunque affidavano alle cure dei contadini locali in cambio di miseri compensi. Da queste conquiste, da questi piccoli appezzamenti di terreno faticosamente resi fertili dai nonni e dai padri dei soci della Agricola dell'Arneo snc si parte per l'avventuroso percorso di produzione e vendita di vino, completando la filiera produttiva con un proprio marchio.

Nel 2011 l'Agricola dell'Arneo snc si trasforma in società Agricola dell'Arneo srl e richiede l'autorizzazione all'attività agrituristica che viene dalla Regione Puglia riconosciuta con l'iscrizione all'albo degli Agriturismi. Si acquista la nuova sede, recuperando Masseria Signora Porzia allestita per una parte ad opificio con una capienza prevista tale da permettere la produzione tra 70.000 e 100.000 bottiglie ed un punto vendita allargato anche ad altri prodotti tipici, come olio, ortaggi, conserve; ed una parte ristrutturata per struttura ricettiva, piccolo agriturismo (fino a 10 posti letto). La società quindi diventa cantina ospitale potendo contare su una costruzione di valore storico-culturale, perchè è proprio sull'aia di questa struttura che si innesta la storia più significativa e dolorosa della Masseria. Nel 1941 nei pressi della Masseria furono realizzati dei lavori per la costruzione di un aeroporto militare, un progetto ambizioso con la realizzazione di una pista in cemento e di baracche in legno per ospitare circa 1000 militari; si dice che fu proprio Mussolini in uno dei suoi viaggi al sud a scegliere il posto. Nel giugno del 1943, a guerra ormai in corso, un gruppo di aerei tedeschi provenienti dalla Sicilia in ritirata verso il nord Italia fece tappa sul vicino aeroporto. Questo spostamento non passò inosservato agli americani che seguivano i tedeschi nelle varie tappe, infatti, la mattina del 23 luglio decollarono dal Nord Africa 70 aerei B17 più comunemente conosciute come Fortezze Volanti, destinazione Leverano.

Intanto nella Masseria gli operai erano intenti a trebbiare il grano sull'aia ed il rumore della macchina non consentiva loro di comprendere ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. Alle 12.30 le Fortezze Volanti erano ormai sull'obiettivo ed iniziarono a sganciare bombe da 500 libbre, concentrandosi soprattutto sulla mietitrebbia che era nei pressi della masseria perchè fu scambiata per una postazione di contraerea.

Quasi tutti gli operai che erano intenti nel lavoro furono feriti a morte dalle schegge delle bombe che continuavano a cadere danneggiando anche la struttura della masseria stessa. A fine bombardamento sull'aia della Masseria si contarono 11 vittime civili. L'episodio fu nel tempo dimenticato dai più, fino a che un gruppo di appassionati non riportò alla memoria comune quel triste 23 luglio, ottenendo che ogni anno se ne ricordasse il momento con colpi a salve alle ore 12:00. In seguito fu girato un documentario con le testimonianze dei sopravvissuti e dei familiari, con attori e comparse del posto: il ricordo era salvaguardato, rimaneva la masseria, lasciata all'incuria e all'abbandono, in una zona con destinazione d'uso che segnava una condanna per l'immobile, zona commerciale, quindi l'abbattimento per lasciare posto all'ennesimo capannone. Ma è proprio da questo momento storico che Masseria Signora Porzia riprende a vivere sia come bene architettonico, sia come realtà produttiva grazie, anzitutto, alla sensibilità dei soci dell'Agricola dell'Arneo, i quali intravedono in essa il posto ideale per realizzare il loro progetto di una Cantina Ospitale per coinvolgere realmente il turista interessato al ciclo di produzione del vino, alla riscoperta dei gusti e delle tradizioni contadine.